SE PENSI CHE LA SARDEGNA MERITI IL MEGLIO LASCIA UN CONTRIBUTO IN QUESTO SPAZIO
assemblea a Nuoro del nuovo circolo E.Berlinguer sul problema acque in Sardegna.
Auguri al neonato circolo,un ulteriore contributo al dibattito a sinistra,utile e puntuale.
Naturalmente il tema è stimolante ma la conclusione è che il tanto declamato "idromostro" forse si può salvare,va solo curato non ucciso.
Abbanoa è stata creata rapidamente dalla giunta Soru sia x rispettare una precisa legge nazionale sia x evitare la perdita di importanti fondi UE.
Andava immediatamente rimodellata sul territorio ma la successiva sconfitta di Soru ne ha impedito il decollo e naturalmente il c.destra,che evidentemente ha un diverso progetto in testa,ne ha pian piano decretato la crisi con l'intenzione di portare il settore verso la privatizzazione.
x salvare Abbanoa e altri settori critici della SARDEGNA è sufficiente vincere le prossime elezioni e cambiare il medico curante.
l'idromostro si può salvare.
ultima annotazione:all'assemblea di ieri del nascente circolo E.Berlinguer molti generali medagliati e poca truppa..........
http://tonino
La delusione e lo sconcerto per il risultato delle elezioni è grande! Segue la rabbia e la tristezza. Segue il sentimento d'impotenza per la propria terra occupata e svenduta... ancora una volta! Segue la preoccupazione per il suo futuro!
Il motivo di tutte quelle schede elettorali che hanno bocciato il centrosinistra e Soru è molteplice e questa molteplicità di ragioni la si dovrà analizzare con molta attenzione. C'è però chi non ha votato affattto, perchè crede che non sia affar suo, perchè sente la politica distante e avulsa dalla sua vita e dai suoi problemi contingenti. E c'è chi ha votato dicendo: "Se non è andata bene da una parte...ora proviamo dall'altra!!", mettendo in atto la superficialità di chi è incapace di costruirsi un'idea consapevole e aspetta che la situazione migliori, attendendola sempre dall'alto, da chi si crede abbia la bacchetta magica o addiritura un potere ultraterreno! C'è anche chi ha votato per: "...costruire finalmente una casetta su quel nostro piccolo terreno vicino alla spiaggia!", dimostrando la forza miope dell'egoismo. Ebbene, credo che la politica si debba occupare di più di questa fascia della popolazione, facendo più informazione, incontrando di più le persone, ascoltandole e confrontandosi con loro nella concretezza, e non solo quando è opportuno per la campagna elettorale! I giochi di potere che si svolgono tra i massmedia e che una certa parte politica utilizza sapientemente, hanno un grosso peso, ma si allontanano dal concetto di democrazia che è sempre più minacciato. Ai giovani dovremmo presentare un modo di fare politica che li appassioni e li catturi, non che li illuda e li raggiri! Se fare politica non rappresentasse soprattutto o essenzialmente fare i propri particolari interessi (grandi o piccoli che siano); se fare politica non significasse litigiosità del potere individuale che non sa guardare al bene comune; se ognuno di noi si sentisse parte attiva del gioco; se conoscere e capire fosse più importante... il modo di partecipare alla vita politica sarebbe più consapevole e forse si sarebbe immuni da quel luccichio che cattura le allodole e le fa schiave uccidendole!
Alla delusione e impotenza per l'esito elettorale si fa strada l'orgoglio di chi possiede le idee e con esse sa di poter costruire!... Ad elezioni perse quindi mi sento di dire: "Il futuro è adesso, c'è tanto da fare: buon lavoro a tutti noi, buon lavoro ad Efisio Arbau!!"
Chi ha letto Lussu con la passione dello studente, come chi vi parla ha fatto nei suoi trascorsi, capisce immediatamente che il suo progetto niente ha a che vedere con la svendita del Psd'Az al leghismo xenofobo e razzista.
Il progetto di Lussu era la costruzione di un stato d'Europa.
E' l'autonomia delle responsabilità a declinare che il sardismo sta a Trincas e Sanna come la libertà sta a Borghezio, Maroni, La Russa e Gasparri.
Sarebbe libertà quella di costruire in costa oppure è meglio definirla saccheggio? Sarebbe libertà la social card oppure è meglio definirla elemosina? Sarebbe libertà usare i mezzi d'informazione per perseguire le proprie politiche immobiliari oppure è meglio definirla sciaccallaggio?
E' sardismo candidarsi con la lega in lombardia come fece Sanna oppure farsi l'esilio a Gaeta come fece Lussu?
Io non ho dubbi. E so che una parte notevole di quell'elettorato sardo che vota fuori dalle ideologie e che condivide e usufruisce della bellezza dell'isola si è resa conto che la posta in palio non è il sorriso di Cappellacci ma il futuro del nostro popolo.
Un caimano finto sardo
di Daniela Amenta, l'Unità
Innamorato della Sardegna. Dati alla mano, una novita assoluta per il premier. Negli ultimi quattro anni Berlusconi non ha speso una parola per l'Isola, né - soprattutto - un centesimo. Neppura una telefonata di cordoglio a Soru per le vittime dell'alluvione dii Capoterra. E' vero però che è cittadino onorario. Di Olbia, per la precisione, per volontà dell'ex sindaco forzista Nizzi, uno che si rivolge al presidente del Consiglio usando l'Egli, la terza persona. Cittadino sardo, dunque. E' il patentino sventolato all'abbisogna, usato per presentarsi per esempio al Pontefice come "uomo dell'Isola".
Ma i fatti dimostrano che Berlusconi ha zero interesse per i destini della Sardegna, dei suoi abitanti, di un'economia fragile come una meringa e mai sostenuta nonostante i proclami. Vedi il Dpef di Tremonti in cui si degrada la Sardegna da Regione Speciale a Ordinaria, intaccandone l'autonomia finanziaria, cancellandone lo Statuto alla faccia di una legge Costituzionale. E poi tagli, naturalmente, tagli pesanti che non riguardano il Friuli o la Sicilia ed investono - guarda caso - solo la Sardegna. Fino allo spot del piano Marshall, tutto da vedere ovviamente.
Ma ora il Cavaliere guascone si presenta come "mezzo sardo". E rivendica radici che non possiede, amori mai espressi. Proprio lui che al governo non ha piazzato neppure un isolano, interrompendo una tradizione lunga 60 anni e a dispetto del plaudente seguito di forzisti. Quelli che parlano del "dottore" usando l'Egli e celebrano il culto del Caimano presso l'anfiteatro posticcio de La Certosa, l'unica villa d'Italia coperta dal segreto di Stato. Un paradiso massacrato dal cemento i cui mille abusi sono stati condonati o prescritti ma che tali restano in tutta la loro devastante brutalità.
E infatti il signor Premier non ha mai digerito la "salvacoste" di Soru, quella legge per la tutela del paesaggio. Per cancellarla ha provato anche ad appellarsi alla Corte Costituzionale che lo ha sbertucciato, dandogli torto. Il "mezzo sardo" Berlusconi nutre, però, una vera passione per il territorio vista mare. Vedi lo scempio anni '70 di Olbia 2, un formicaio di mattoni tra San Teodoro e Capo Ceraso. Scempio evitato per caso, quando Egli s'accompagnava a Flavio Carboni dilettandosi a trasformare la Gallura in una sorta di hinterland milanese.
Il cittadino onorario che ha dato incarico a Tremonti di vendere le spiagge dell'isola, che sui destini collassati della chimica sarda non ha mai speso una parola (meglio sostenere il Veneto e l'Emilia), così come sulla continuità territoriale o le servitù militari. "Mezzo sardo" che definisce "magazzini" i nuraghe, che ha tentato di scippare il G8 alla Maddalena, magari consegnando il pacchetto a Milano o a Napoli "perché in un'isola i lavori sono difficili" nonostante le rassicurazioni dello stesso Bertolaso. Il Cavaliere che usa la Sardegna come una discarica per sperimentare le centrali del futuro. Così Berlusconi si scopre "mezzo sardo" quando conviene, in particolare nei weekend con Apicella e varie ospiti, o se fa gioco alle proprie strategie. Come nel caso di queste elezioni.
La maschera dei mamuthones, però, è una roba seria. Suggeriamo di riprovare con la bandana. O magari con un cappellaccio. Egli, come si sa, ha una passione sfrenata per i copricapo.
12 febbraio 2009